██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Giardino di Boboli
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mweaGiardino di Boboli è un parco storico della città di mweqFirenze. Nato come giardino granducale di mwegPalazzo Pitti, è connesso anche al mwewForte di Belvedere, avamposto militare per la sicurezza del sovrano e la sua famiglia. Il giardino, che accoglie ogni anno oltre 800.000 visitatori, è uno dei più importanti esempi di mwfagiardino all'italiana al mondo ed è un vero e proprio museo all'aperto, per l'impostazione architettonico-paesaggistica e per la collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XX secolo. Il giardino di Boboli è uno dei più famosi giardini della penisola.
I giardini furono costruiti tra il XVI e il XIX secolo, prima dai mwfgMedici, poi dagli mwfwAsburgo-Lorena e dai mwgaSavoia, e occupano un'area di circa 45.000mwgq m². Alla prima impostazione di stile tardo-rinascimentale, dal carattere mwggermetico-mwgwalchemico,cite-ref-alchimia-1-0[1] visibile nel nucleo più vicino al palazzo, si aggiunsero negli anni nuove porzioni con differenti impostazioni: lungo l'asse parallelo al palazzo nacquero l'asse prospettico del mwiaviottolone, dal quale si dipanano vialetti ricoperti di ghiaia che portano a laghetti, fontane, ninfei, tempietti e mwiqgrotte. Notevole è l'importanza che nel giardino assumono le statue e gli edifici, come la settecentesca mwigmwiwKaffeehaus (raro esempio di gusto mwjarococò in Toscana), che permette di godere del panorama sulla città, o la limonaia, ancora nell'originario color mwjqverde Lorena.
Il giardino ha quattro ingressi fruibili dal pubblico (dal cortile dell'Ammannati di Palazzo Pitti, dal mwjwForte di Belvedere, da mwkavia Romana, detto l'ingresso mwkqdi Annalena, e dal piazzale di mwkgPorta Romana), oltre all'uscita attraverso mwkwpiazza Pitti.
Contents
• Storia
• Mostre
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Risalgono al 1341 i primi acquisti di proprietà in mwngOltrarno da parte di Cione di mwnwBonaccorso Pitticite-ref-2[2]. L'origine del nome "Boboli" nasce forse da una contrazione popolaresca del cognome della famiglia Borgolo o Borgoli, che aveva possedimenti in questo territorio del popolo di mwpaSanta Felicita in mwpqOltrarno, e che a sua volta prendeva probabilmente il nome dal "borgo", ovvero quel nucleo di case che si dipanava lungo la direttrice del mwpgPonte Vecchio, prima che la zona fosse inclusa nelle mwpwmura.
Questi terreni dunque pervennero nelle mani di mwqqLuca Pitti nel mwqg1418, quarant'anni prima di iniziare la costruzione del palazzo che dalla sua famiglia prese il nome. Con il passaggio della proprietà ai mwqwMedici nel mwra1549, per l'acquisto del palazzo e degli annessi da parte di mwrqEleonora di Toledo, moglie di mwrgCosimo I de' Medici, iniziarono l'abbellimento e gli ampliamenti, che coinvolsero anche il giardino. L'architetto dello spazio verde fu inizialmente mwrwNiccolò Tribolo, che dieci anni prima aveva già superbamente lavorato ai giardini della mwsaVilla medicea di Castello.
Il Tribolo lasciò un progetto al quale si attribuisce quasi certamente l'anfiteatro ricavato dallo sbancamento della collina, con il primo asse prospettico nord-ovest/sud-est, naturale estensione del cortile dell'Ammannati, tra il palazzo e il futuro mwsgForte di Belvedere. La mwswpietraforte usata per costruire palazzo Pitti veniva infatti prelevata proprio da questa conca, che è quindi artificiale. Il Tribolo morì di lì a poco nel mwta1550, quindi la direzione dei lavori passò a mwtqBartolomeo Ammannati e in seguito a mwtgBernardo Buontalenti. Una visione del giardino alla fine del Cinquecento si trova in una delle lunette delle mwtwville medicee della serie di mwuaGiusto Utens (mwuq1599 circa), già alla mwugvilla di Artimino ed oggi conservate nella mwuwvilla della Petraia.
Durante il governo di mwvqCosimo II (1609-1621) il giardino subì il più importante ingrandimento, quasi triplicando la sua estensione ad opera di mwvgGiulio Parigi e del figlio mwvwAlfonso, ideatori del secondo asse verso mwwaPorta Romana (il cosiddetto mwwqViottolone). Il giardino venne aperto al pubblico per la prima volta, sebbene con le dovute limitazioni, durante il regno di mwwgPietro Leopoldo di Lorena. Nel giugno del 2013 diviene mwwwPatrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Descrizione e simbolismo
I giardini hanno nel complesso una configurazione vagamente a triangolo allungato, con forti pendenze e due assi quasi perpendicolari che si incrociano vicino alla mwygFontana del mwywNettuno che si staglia sul panorama. A partire dai percorsi centrali degli assi poi si sviluppano una serie di terrazze, viali e vialetti, vedute prospettiche con statue, sentieri, radure, giardini recintati, costruzioni e rosai antichi, in un'inesauribile fonte di ambienti curiosi e scenografici.
Qui troviamo anche la fontana dei Mostaccini la cui sequenza di cascatelle costituisce una testimonianza seicentesca degli antichi abbeveratoi per gli uccelli da richiamo, utilizzati nella pratica dell'uccellagionecite-ref-3[3]. Sono presenti anche una serie di antichi acquedotti sotterranei che alimentavano l'intero complessocite-ref-4[4].
Una parte del giardino è dedicata alla collezione delle Camelie, iniziata nel Seicento e che oggi, grazie all'opera dei giardinieri, è stato in parte recuperato dopo un periodo di declinocite-ref-5[5]. Tra il 2000 e il 2005 il Tepidario della Botanica superiore è stato al centro di una serie di interventi di restauro e pulizia degli ambienti esterni e interni per rendere l’edificio nuovamente funzionale. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del mwcgGioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla mwcwlegge 662/96cite-ref-6[6].
Nel complesso, il Giardino di Boboli non è soltanto un capolavoro del paesaggismo rinascimentale, ma è considerato una sorta di mweqtempio o mwegluogo sacro densamente intriso di mwewsimbolismo mwfaesoterico e mwfqfilosofia neoplatonica, strutturato come un percorso di mwfgtrasformazione interiore e mwfwspirituale, che riflette l'mwgaopera alchemica della tradizione mwgqsapienziale. I Medici infatti, in particolare mwggCosimo e mwgwFrancesco, nutrivano un profondo interesse per la mwhascienza ermetica, l'mwhqalchimia e l'mwhgastrologia, i cui influssi si rispecchiano nella progettazione del giardino.cite-ref-alchimia-1-1[1]
Primo asse
Anfiteatro
L'asse principale, centrato sulla facciata posteriore del palazzo, sale sul colle di Boboli, attraverso un profondo mwkwanfiteatro a forma di ferro di cavallo.
L'mwlqanfiteatro segna il punto dove la collina di Boboli venne scavata per prelevare la mwlgpietraforte usata per costruire mwlwPalazzo Pitti e l'idea di sistemarlo in un grande spazio, che in pianta disegna la forma di una campana, risale al mwmaTribolo, che però molto probabilmente aveva concepito questa zona come architettura verde divisa da boschetti sempreverdi, istituiti come luoghi di mwmqsosta meditativa.
Fu arricchito delle gradinate solo nel mwmw1599, mentre le edicole con statue marmoree in stile antico e le urne in mwnaterracotta vennero ideate da mwnqGiulio e mwngAlfonso Parigi il giovane a partire fra il mwnw1630 e il mwoa1634. La struttura venne inaugurata nel mwoq1637 in occasione dell'incoronazione di mwogVittoria della Rovere, moglie di mwowFerdinando II de' Medici, a granduchessa di Toscana.
Al centro vi si trovava anticamente la mwpqFontana dell'Oceano, che nel XVII secolo venne spostata all'estremità sud-ovest del giardino (nellmwpg'mwpwIsolotto), in maniera da rendere possibile l'uso dell'anfiteatro per rappresentazioni, secondo la moda allora in gran voga degli spettacoli teatrali.
Il centro dell'anfiteatro venne abbellito nel mwqq1790 dall'mwqgobelisco egiziano, l'unico della mwqwToscana, nonché uno dei monumenti più antichi di tutta la regione: risale infatti al mwra1500 a.C. (molto tempo prima della fioritura della civiltà mwrqetrusca) e proviene da mwrgEliopoli in mwrwEgitto. Fu portato a mwsaRoma dall'mwsqEgitto all'epoca di mwsgDomiziano e eretto nel mwswTempio di Iside al Campo Marzio; dopo essere stato dissotterrato a fine del Cinquecento, finì nel giardino di mwtaVilla Medici a mwtqRoma. Venne trasportato a Firenze nel mwtg1788 per la volontà del mwtwGranduca Pietro Leopoldo, quando radunò tutte le collezioni medicee in città per abbellire i suoi palazzi.
Nel mwuq1840 venne accoppiato con la grande mwugvasca in mwuwgranito grigio scolpita in un unico blocco e proveniente forse dalle mwvaTerme Alessandrine di mwvqRoma.
Dall'anfiteatro si gode una bella prospettiva del retro del palazzo, con le ali disposte attorno al cortile dell'mwvwAmmannati e la mwwafontana del Carciofo.
Bacino di Nettuno
Più in alto, oltre l'anfiteatro, si incontra il mw7abacino del Nettuno, attraverso una doppia rampa ornata da tre statue di epoca romana: un mw7qmw7gSettimio Severo a sinistra, un mw7wMagistrato romano a destra (ciascuna su un cippo funerario), ed al centro una mw8amw8qDemetra su una base romana. La mw8gDemetra è una copia romana di un originale greco probabilmente di mw8wAlcamene, allievo di mw9aFidia.
Al centro del bacino si erge la mw-gFontana del Nettuno, con la statua del Dio del mare emergente da uno sperone roccioso sul quale si trovano anche mw-anaiadi e mw-qtritoni. La statua principale è opera del mw-g1571 dello scultore mw-wStoldo Lorenzi e la fontana viene chiamata dagli irriverenti fiorentini la "Fontana del forcone" o "della forchetta" a causa del mwaqatridente impugnato da mwaqeNettuno in atto di colpire. Attorno alla fontana sono presenti dei terrazzamenti erbosi digradanti, che ripropongono la forma dell'anfiteatro sottostante.
Alla sommità di questa zona si trova la statua dellmwaqm'mwaqqAbbondanza (mwaqu1636) di mwaqyPietro Tacca (con la collaborazione di Sebastiano Salvini), già iniziata dal mwaqgGiambologna nel mwaqk1608. È un'opera in marmo bianco con il covone di grano in bronzo dorato. La figura ha le sembianze di mwaqoGiovanna d'Austria, moglie di mwaqsFrancesco I de' Medici, e venne commissionata come sacrario della sfortunata granduchessa deceduta per un incidente a palazzo nel mwaqw1578 a soli trentadue anni. Inizialmente la statua sarebbe stata destinata ad una colonna celebrativa per mwaq0piazza San Marco, che non venne mai realizzata.
In questa zona superiore il giardino è caratterizzato dalle muraglie difensive che si prolungano dal vicino mwaq8Forte Belvedere, che si staglia sulla sinistra. Per attenuare la vista del muro di cinta vi si trovano numerosi alberi, siepi e una gran varietà di piante che creano alcuni vialetti pittoreschi.
Nel mware1933 vi avvenne la rappresentazione di mwariSogno di una notte di mezza estate (Mendelssohn) diretta da mwarmFernando Previtali per la regia di mwarqMax Reinhardt con mwaruCarlo Lombardi, mwaryCele Abba, mwarcGiovanni Cimara, mwargNerio Bernardi, mwarkRina Morelli, mwaroSarah Ferrati, mwarsCesare Bettarini, mwarwArmando Migliari, mwar0Ruggero Lupi, mwar4Luigi Almirante, mwar8Giuseppe Pierozzi, mwasaMemo Benassi, mwaseEvi Maltagliati ed mwasiEva Magni.
Giardino del Cavaliere
Al culmine di questo asse, in posizione sfasata verso sud e con le mura cittadine a segnarne il confine, sorge il mwauyGiardino del Cavaliere, uno dei giardini recintati di Boboli, che si trova esattamente sopra un bastione facente parte delle fortificazioni realizzate da mwaucMichelangelo nel mwaug1529 prima dell'assedio cittadino dell'anno successivo. In mwaukarchitettura militare mwauomwauscavaliere veniva detta una struttura edificata al di sopra (appunto, mwauwa cavallo) di un bastione e da questo deriva il nome del giardino. Per accedervi si sale su una scala mwau0a tenaglia, cioè a rampe curve e incrociate con un terrazzino costruito sopra una piccola stanza circolare; questa scalinata fu progettata da mwau4Zanobi del Rosso tra il mwau81790 e il mwava1793.
Le due statue che decorano la scala raffigurano mwaviFlora e di mwavmGiove giovane entrambe di mwavqGiovanni Battista Caccini.
Il giardino è decorato da basse siepi di mwavybosso che creano forme geometriche e racchiudono specie rare e odorose di mwavcdalie e mwavgrose, che tra maggio e giugno fioriscono. La fontana centrale è chiamata mwavkfontana delle Scimmie per via delle tre scimmiette in mwavobronzo alla base della fontana stessa, del mwavsGiambologna; al centro della vasca l'acqua zampilla da un putto marmoreo, attribuito a mwavwPierino da Vinci o al mwav0Tribolo.
Qui vi si trova il mwav8casino del Cavaliere, una palazzina costruita verso il mwawa1700 su commissione di mwaweCosimo III, dove il cardinale mwawiLeopoldo de' Medici teneva le conversazioni artistiche e letterarie, e dove mwawmGian Gastone aveva il suo mwawqritiro.
Le sobrie forme attuali, con le pareti decorate da cornici dipinte e il mwawycornicione ornato da vasi e statue di mwawcterracotta, sono dovute alla sistemazione di mwawgZanobi del Rosso per conto dei mwawkLorena, che lo adibirono a sede dei festeggiamenti estivi della corte. È sede dal mwawo1973 del mwawsMuseo delle Porcellane.
La posizione privilegiata che dominava il retro della collina di Boboli offre ancora oggi dolci vedute panoramiche fino alla mwaw0Torre del Gallo, con i terreni agricoli coltivati in parte a mwaw4ulivo.
Sotto il Casino del Cavaliere esiste un grande deposito d'acqua detto mwaxadelle trote, dal quale partono le tubature per l'irrigazione di tutto il giardino.
A sinistra del primo asse
Kaffeehaus
Ridiscendendo la collina verso nord-est, all'altezza più o meno della mwazkstatua dell'Abbondanza, si raggiunge la mwazoKaffeehaus, un padiglione in stile mwazsrococò coperto da un'esotica cupola finestrata e segnata da terrazze marcapiano opera di mwazwZanobi del Rosso (mwaz01776), alla cui base, circondata da una scala doppia tenaglia si trova una grotticina. La costruzione, in un punto altamente panoramico, rappresenta anche il punto visivo di fuga del mwaz4Viottolone, il grande viale che rappresenta il secondo asse dell'ampliamento del giardino, che idealmente portava alla mwaz8Villa Medicea di Poggio Imperiale. Da qui, proseguendo a nord, si arriva all'ingresso verso il mwaaaForte Belvedere, ai piedi dei bastioni difensivi, dal quale si accede anche al mwaaeGiardino Bardini ed alla mwaaiCosta San Giorgio.
Prato di Ganimede
Davanti alla mwaauKaffeehaus si trova il prato digradante con al centro la mwaayFontana di mwaacGanimede, del mwaagXVII secolo.
Giardino di Madama
Sempre su questo lato si incontra più a sinistra la mwaasmwaawGrotticina della Madama o mwaa0delle Capre, costruita da mwaa4Davide Fortini su progetto di mwaa8Niccolò Tribolo. Decorata con spugne, stalattiti e una vasca marmorea sormontata da quattro statue di capre che un tempo buttavano acqua. La grotta si trova a un'estremità del cosiddetto mwabaGiardino di Madama, con alcune aiuole geometriche fiorite, realizzato attorno al mwabe1570 per mwabiGiovanna d'Austria. Il giardino davanti alla grotta, caratterizzato da alcune aiuole bordate da siepi, è detto mwabmGiardino di Madama.
Orto di Giove
Poco più in basso segue lmwack'mwacoOrto di Giove, dalla statua di Giove seduto, di mwacsBaccio Bandinelli (mwacw1556), mentre vicino a questo giardino si trovano le due grandi statue dei mwac0Prigionieri daci, sculture antiche del II secolo, già a mwac4Villa Medici; i due barbari sottomessi con le mani legate e le vesti in granito rosso provengono probabilmente dal mwac8Foro di Traiano: sono molto simili a quelli reimpiegati nell'mwadaArco di Costantino; le due basi con rilievi di mwademwadiVittorie, mwadmDioscuri e barbari vinti invece provengono dal mwadqtempio del Sole sulla mwaduvia Lata fatto costruire da mwadyAureliano o, meno probabilmente, dal vicino mwadcmwadgArcus Novus.
Livello del Palazzo
Scendendo al livello del palazzo attraverso un viale serpentino usato dalle carrozze, si arriva ad una zona coperta di ghiaia, dove un tempo stazionavano le vetture con cavalli.
Vicino all'uscita su mwafopiazza Pitti si trova la mwafsmwafwFontana del Bacchino, esempio del gusto mwaf0grottesco tanto in voga nei giardini del periodo tra Cinque e Seicento. È infatti costituita dalla figura dell'obeso mwaf4nano Morgante, il più popolare dei nani di corte di mwaf8Cosimo I, ritratto da mwagaValerio Cioli nudo e a cavalcioni di una tartaruga (mwage1560). La statua è oggi sostituita da una copia (la foto ritrae la copia precedente a quella attuale, che sostituisce l'originale ricoverata nei depositi del giardino).
Su questo lato del muro di cinta passa il mwagmCorridoio vasariano, che qui ha l'uscita mwagqcanonica del suo percorso di visita museale moderno, e poco più avanti, sempre lungo il bordo si trova la celebre mwaguGrotta del Buontalenti
Grotta del Buontalenti
La mwagkGrotta Grande, o mwagodel Buontalenti, è uno degli elementi più pregevoli e simbolici del parco. La sua costruzione si deve soprattutto a mwagsBernardo Buontalenti, che la creò tra il mwagw1583 e il mwag01593 su incarico di mwag4Francesco I de' Medici, una delle architetture più bizzarre e sorprendenti di Firenze.
Rappresenta la mwahamateria informe e il mwahecaos primordiale (mwahimwahmnigredo), da cui l'mwahqiniziato deve emergere per approdare alla mwahuluce della mwahyconoscenza.
A destra del primo asse
Di nuovo in alto, dal giardino del Cavaliere, se discendendo si prende invece verso sud, prima di giungere al mwaioPrato dell'Uccellare, punto di imbocco prospettico del secondo asse del giardino (il mwaisViottolone), si incontra una seconda scalinata fiancheggiata da siepi e decorata da due statue di mwaiwMuse sedute, oltre a questa è presente una statua raffigurante un uomo ed una donna intenti a baciarsi, sul piedistallo è presente la scritta "12 giugno 1861".
Poco dopo si trova il gruppo marmoreo della mwai4Lavacapo (mwai81595-mwaja1597), opera di mwajeValerio Cioli per mwajiFerdinando I.
Da qui si accede a un prato che costeggia dall'alto il mwajqbacino di Nettuno, dove si trovano alcuni fabbricati che anticamente fungevano da abitazioni per i giardinieri, depositi di attrezzi e di piante durante l'inverno. Qui si trovano anche le mwajumwajyragnaie, cioè quei fitti boschetti dove venivano tese reti per catturare i piccoli volatili.
Nei vialetti ombrosi che occupano lo spazio tra l'anfiteatro e il mwajgPrato del Pegaso, cinti da alberi ad alto fusto, si trovano due curiose architetture coperte da cupole e parzialmente interrate: si tratta delle due ghiacciaie di Boboli, antesignane dei frigoriferi. Qui, grazie al ghiaccio che veniva giornalmente trasportato dall'mwajkAbetone e grazie all'ambiente che ricreava le condizioni climatiche delle grotte, venivano conservate le vivande destinate alle cucine granducali.
Secondo asse
Prato dell'Uccellare
L'imbocco ideale del secondo asse è il cosiddetto mwalcprato dell'Uccellare (gli uccellari, diffusi nei secoli passati, erano strutture naturali sistemate per la caccia agli uccelli -ad esempio con reti o nascondigli per i cacciatoricite-ref-7[7]cite-ref-8[8]- e come luogo di svago), situato in posizione rialzata e attraversato dal mwamaViottolone (anche se verso nord, oltre il prato dell'Uccellare verso l'anfiteatro, questo viale diventa un saliscendi minore).
Questo ampio prato è circondato da mwamilecci e mwammcipressi secolari e segna il confine con la parte occidentale del giardino. Al centro è decorato da una colonna spezzata, mentre su un lato vi si trova una delle poche opere contemporanee del giardino: una monumentale testa bronzea di mwamqIgor Mitoraj (1998), rimasta nel giardino dopo la mostra sull'artista polacco del mwamu2002. Da qui si gode un ottimo panorama sul quartiere di mwamyOltrarno, oltre la mwamcPalazzina della Meridiana.
Prato del Pegaso
Al di sotto del Prato dell'Uccellare, attraversato da sentieri a zig-zag, si distende il cosiddetto Prato del Pegaso, un declivio collinare che riporta al livello del palazzo, in particolare davanti al piazzale coperto a ghiaia della mwan0palazzina della Meridiana.
Questa zona deve il suo nome alla scultura marmorea di mwan8Pegaso, opera di mwaoaAristodemo Costoli del mwaoe1865, usata come simbolo dalla Regione Toscana. Vi si trovano altre statue ed una grande vasca di mwaoigranito grigio. I grandi alberi che vi si ergono isolati e asimmetrici ricordano il gusto del mwaomgiardino all'inglese.
Viottolone
Il mwaooViottolone è un ampio viale in ripida discesa, affiancato da due filari di mwaoscipressi piantati nel mwaow1637 e decorato da numerose statue, che segna l'asse secondario (quello sei-settecentesco in direzione sud-ovest) del giardino. Le statue, poste simmetricamente nei pressi degli incroci con i tre viali trasversali, sono sia antiche (romane), sia di fattura moderna, prevalentemente settecentesca.
La zona a sinistra del viottolone, già un tempo occupata dal labirinto, ha oggi il viale serpentino per il rondò delle carrozze. In questa zona resta la vasca centrale del labirinto, oggi circondata da un'aiuola ellittica. La parte di destra era invece dedicata alla caccia e vi si trova anche l'orto murato. Ai due fianchi del viottolone corrono due gallerie rettilinee suggestivamente circondate dalla vegetazione.
L'imbocco del mwao8Viottolone dal Prato dell'Uccellare è segnato da due statue dette mwapadei Tirannicidi greci, davanti a una scenografia di mwapecipressi e siepi di mwapialloro. Queste due statue hanno solo i torsi antichi, ed è particolarmente pregevole quello di sinistra, copia dellmwapm'mwapqmwapuAristogitone del gruppo bronzeo del mwapy447 a.C. degli scultori ateniesi mwapcCrizio e mwapgNesiote (quello di destra è in restauro).
Il Viottolone è quindi tagliato da tre viali laterali che creano sei scomparti del giardino.
Primo viale trasversale
Il primo viale trasversale, partendo da monte, è costituito da un pergolato di mwaq4lecci che formano due gallerie con sedili bassi in pietra sui lati.
Prima di giungere all'incrocio principale un vialetto è segnalato da due statue; in prospettiva sulla sinistra si nota una vasca circondata da un'aiuola ellittica, che era il centro di uno dei labirinti di questa parte del giardino.
Nel punto di incontro con il Viottolone sono state poste quattro statue su ciascun cantone: la mwarePrudenza, mwariEsculapio e Ippolito morente (da mwarmPolicleto) di mwarqGiovanni Caccini, lmwaru'mwaryAutunno/Bacco e lmwarc'mwargEstate/Cerere di mwarkRaffaello Petrucci.
Nei riquadri immediatamente a ovest si trovano: a nord, confinante col prato dell'Uccellare, il Cantiere della Sughera (un vivaio murato, usato anche per attività didattiche), e a sud il giardino di Botanica Superiore, a sua volta murato e dotto di serre e vasche per la coltivazione di specie isogene. Sotto questo giardino si trova un vasto ambiente voltato con nicchioni, usato in passato come deposito degli scarti della vegetazione.
Nei riquadri a est iniziano i boschetti di lecci in cui corre un viale serpeggiante, usato come rondò per le carrozze.
In fondo, sulla destra si trova la mwar0Fontana dell'Oceano, omonima di quella più famosa al centro dell'Isolotto di Boboli. Questa fontana più piccola raffigura un giovane ai cui piedi sta un delfino che versa acqua.
Secondo viale trasversale
Il secondo viale trasversale si taglia sul Viottolone a un incrocio con tre statue romane, un mwauiSenatore, un mwaumBacco e un mwauqFilosofo calvo, mentre una quarta statua con mwauuAndromeda è settecentesca.
In fondo al ramo del viale trasversale sinistro, presso le mwaucmura cittadine, domina la veduta prospettica il busto colossale di mwaugGiove olimpico, attribuito al mwaukGiambologna (mwauo1560 circa), su una base in mwausarenaria. Accanto alla statua si trova anche la curiosa mwauwfontana dei Mostaccini di mwau0Romolo del Tadda (mwau41619-mwau81621), costituita da una serie di piccole vasche su vari gradoni collegate da canaletti e con mascheroni che versano l'acqua da un livello a quello inferiore. Oltre alla valenza estetica questa fontana aveva anche una funzione pratica: le piccole vasche dovevano attirare i piccoli volatili che venivano poi catturati con le mwavaragne, reti appese tra i rami del vicino boschetto (detto appunto mwavemwaviragnaia della Pace). I "mostaccini" sono i piccoli mascheroni dalle espressioni aggrottate.
Terzo viale trasversale
Il terzo viale trasversale è quello più a sud-ovest e dall'incrocio con il Viottolone vi partono numerosi percorsi complicatamente intrecciati che conducono al segmento finale del giardino. All'incrocio tra i viali le siepi di bosso disegnano quattro esedre nelle quali sono collocate altrettante statue: mwaymEsculapio, mwayqAndromeda, mwayuNinfa e la mwayyModestia.
A queste vanno aggiunti i vicini gruppi dei mwayggiocatori, di fattura settecentesca secondo il gusto per i temi campagnoli e popolani: i mwaykGiocatori alla pentolaccia di Giovan Battista Capezzuoli e i mwaysGiocatori del saccomazzone (mwayw1780) di mway0Orazio Mochi su disegni di mway4Romolo del Tadda (il "saccomazzone" era un gioco dove due giocatori bendati, sempre tenendo tenere una mano su una roccia, cercavano di scacciare l'avversario colpendolo con un lungo straccio annodato).
Isolotto
Al termine del viottolone l'arredo botanico cambia repentinamente, scompaiono i cipressi e le siepi e si arriva alle morbide forme della mwa2qVasca dell'Isola, chiamata anche mwa2uIsolotto e ideata da mwa2yAlfonso e mwa2cGiulio Parigi dal mwa2g1618, al posto di un'"isola di Venere" le cui statue vennero poi rimpiegate altrove (come i puttini della fontana del Carciofo).
Il piazzale è circondato da siepi di leccio alte circa 12 metri, che fanno da quinta alle numerose statue di pietra e marmo che raffigurano vari soggetti: mitologici, storici, campestri, popolani.
Al centro del piazzale fa da protagonista la grande vasca circolare, con l'isola al centro collegata alla terraferma da due passerelle. I grandi mwa3acancelli delle passerelle sono sostenuti da due mwa3ecolonne, su ciascuna delle quali si trova la statua di un mwa3icapricorno, mwa3msegno zodiacale di mwa3qLorenzo il Magnifico oltre che mwa3uascendente di Cosimo I, e pertanto animale simbolo del potere del mwa3yGranducato di Toscana. Ai lati delle colonne sono presenti delle fontane a forma di "arpie" maschili, che versano l'acqua in vasche a forma di conchiglia, con una complessa decorazione grottesca di esseri marini, con la funzione di orientare il percorso del visitatore secondo mwa3cgeometrie sacre e mwa3gpunti cardinali specifici.cite-ref-alchimia-1-2[1]
Sull'asse perpendicolare al Viottolone si trovano quattro fontane a livello della balaustra esterna, due per lato: le mwa34fontane delle Arpie e quelle mwa38dei Putti, decorate da delfini intrecciati, animali marini, mascheroni fantastici e statue a tutto tondo sulla sommità. Vicino a queste fontane, dall'acqua della vasca emergono alcuni gruppi marmorei della scuola del mwa4aGiambologna (mwa4e1637) di notevole suggestione: il mwa4imwa4mPerseo a cavallo (a sud-est) e mwa4qmwa4uAndromeda con le caviglie incatenate nella roccia (a nord-ovest); in particolare il mwa4yPerseo è collocato come se stessa saltando fuori dall'acqua, un effetto che veniva sottolineato dagli zampilli d'acqua. Si tratta di statue che rimandano a significati dell'mwa4calchimia ermetica.cite-ref-alchimia-1-3[1]
Nel mezzo del bacino l'isola è circondata da una ringhiera in pietra, nelle cavità della quale sono alloggiati gli orci di terracotta che nei mesi estivi contengono la collezione di mwa40agrumi ed altre piante decorative; agrumi si trovano allineati anche sulle passerelle.
Il centro dell'isola è decorato dalla mwa48mwa5aFontana dell'Oceano del mwa5eGiambologna, composta da una basamento con bassorilievi (mwa5iIl ratto di Europa, il mwa5mTrionfo di Nettuno e mwa5qIl bagno di Diana) che sorregge una vascone circolare in mwa5ugranito dell'mwa5yIsola d'Elba, sopra il quale si innalza il gruppo scultoreo del mwa5cmwa5gOceano, circondato da divinità fluviali sdraiate. Esse rappresentano il mwa5kmwa5oNilo, il mwa5smwa5wGange e lmwa50'mwa54mwa58Eufrate, che versano simbolicamente le loro acque nella vasca grande, rappresentante l'Oceano. La fontana dell'Oceano è più antica rispetto a questa parte del giardino e un tempo si trovava al centro dell'Anfiteatro di Boboli: fu scolpita per mwa6aFrancesco I nel mwa6e1576 ed ha fatto da prototipo per tutte le sculture di questo soggetto; l'originale dellmwa6i'mwa6mOceano oggi si trova al mwa6qBargello e qui è sostituito da una copia.
Emiciclo o Prato delle Colonne
Sull'asse del Viottolone, separato dall'Isolotto da due boschetti simmetrici segnati da un ingresso neoclassico con piccoli obelischi, si trova il grande spiazzo semicircolare dellmwa8q'mwa8uEmiciclo o mwa8yPrato delle Colonne, per via delle due colonne in mwa8cgranito rosso egiziano che sorreggono altrettanti vasi in marmo bianco, un tempo appartenuti a Lord Cower.
L'Emiciclo è circondato sul lato curvo da una serie di mwa8oplatani intervallati regolarmente da dodici nicchie verdi con statue (soprattutto busti del XVII secolo). Il lato rettilineo invece è composto da un'alta siepe di mwa8sbosso con nicchie di verzura contenenti quattro antichi busti colossali: mwa8wGiove Serapide, Giove, una mwa80divinità maschile non chiarita e mwa84Claudio Imperatore. Notevole è anche la statua di mwa88Vulcano di mwa9aChiarissimo Fancelli.
Verso Porta Romana
La punta estrema del giardino, dietro l'emiciclo, è occupata da un rondò con siepi geometriche, dove sono collocate numerose statue in pietra come le tre figure grottesche di mwa-wRomolo del Tadda, raffiguranti mwa-0Venere, mwa-4Amore e la personificazione dellmwa-8'mwa-aArchitettura (1617-21). Interessante è anche la fontana della Botticella, costituita dalla statua di un contadino che vuota un barile (di Giovanni Fancelli, mwa-i1560) in una vasca realizzata con un sarcofago romano. Simile è anche lmwa-m'mwa-qUomo che vanga di mwa-uValerio Cioli e di Giovanni Simone Cioli.
Davanti all'ingresso di mwa-gPorta Romana si trova un notevole mwa-kPerseo di mwa-oVincenzo Danti, già alla mwa-svilla medicea di Pratolino, circondato da un'esedra in bosso dove si trova anche un sarcofago romano con le mwa-wfatiche di Ercole.
Fianco destro
Risalendo sul lato che costeggia mwa-8via Romana, si incontrano alcune statue come lmwbaa'mwbaeUomo che scarica il secchio in un tino di mwbaiValerio Cioli e di Giovanni Simone Cioli, fino a raggiungere la grande limonaia.
Limonaia
I Medici furono tra i primi a diffondere la moda degli agrumi nei loro giardini. Gli agrumi sono delle piante che non crescono normalmente in Toscana per via degli inverni troppo rigidi, quindi erano considerate di fatto alla stregua di piante esotiche. Il loro grande valore ornamentale spinse a un collezionismo di queste piante, che durante l'inverno dovevano trovare rifugio al coperto, in edifici appositi chiamati appunto mwbaomwbaslimonaie. Per rendere possibile questi spostamenti i limoni non dovevano essere piantati in terra, ma in grandi vasi di terracotta chiamati conche, realizzati artigianalmente e che sono di per sé un pregevole ornamento. Le limonaie dovevano avere un microclima mite ma asciutto, per cui non di rado il pavimento era sterrato anziché lastricato, per un migliore assorbimento dell'umidità.
La limonaia di Boboli si trova a metà strada tra il Palazzo e l'estremità del giardino. Frutto della trasformazione di una precedente fabbrica di mosaici, spugne e statue (e già sede della Compagnia di Santa Brigida), fu edificata verso il mwba41778 su progetto di mwba8Zanobi del Rosso, nel corso di una generale risistemazione del giardino voluta dal mwbbaGranduca Pietro Leopoldo. In questo sito al tempo di mwbbeCosimo III esisteva il mwbbiSerraglio degli Animali, dove venivano conservati gli animali esotici comprati o ricevuti in regalo da sovrani esteri (mwbbmgiraffe o un mwbbqippopotamo oggi impagliato e conservato al mwbbuMuseo della Specola), ma anche animali per le cucine. In precedenza gli agrumi venivano conservati nel cosiddetto mwbbyStanzonaccio di mwbbcGiulio Parigi (mwbbg1618), ormai però troppo lontano e in dislivello dopo l'ampliamento verso l'emiciclo.
La facciata della limonaia è costruita dalla ripetizione regolare di quattro campate con quattro finestroni più quattro finestre superiori, separate da mwbbolesene; nella parte superiore è presente un cartiglio con festoni con frutta e un frontone leggermente aggettante; le specchiature intorno alle finestre presentano un intonaco colore "verde Lorena" usato anche nella Kaffeehaus, ma a differenza di quest'ultima il colore della limonaia è rimasto sempre lo stesso nei secoli (l'unico restauro del quale si conservi memoria è dell'ottobre mwbbs2004). Un lungo cornicione leggermente aggettante sopra i portoni conclude l'elegante facciata. Le sculture sulla facciata rappresentano le mwbbwMuse, mentre nelle aiuole antistanti si trovano due mwbb0Muse e il gruppo della mwbb4Fortuna con cornucopia, opere romane copiate da sculture ellenistiche, oltre al mwbb8Suonatore di cornamusa di mwbcaGiovanni Battista Caccini.
Elenco di alcune delle specie di agrumi conservate:
• Arancio riccio
• Arancio riccio innestato su arancio amaro
• Arancio di Haiti (del Settecento)
• Arancio incannellato
• Arancio forte
• Bergamotto di provenienza medio-orientale
• Calamondino (piccolo arancio con frutto tondeggiante)
• Cedro rugoso
• Citrus aurantium virgatum, pianta con frutti uno diverso dall'altro dalle tipiche righe, detto anche "mutanda di Lanzichenecco", non commestibile
• Citrus medica florentina
• Arancio amaro salicifolia
• Citrus australis, con piccolissimi agrumi
• Citrus hystrix limetta kaffir
• Kumquat
• Lima verrucosa mostruosa
• Lime (unico frutto verde)
• Limetta
• Limone cedrato
• Limone incannellato
• Limone variegato a sugo rosso
• Peretta piccola
• Pompelmo
• Pompelmo a foglia crespa
• Sfusato, originario della costiera amalfitana
• Tarocco originario
• Tarocco normale
• Variegato bianco
• Pianta nuova con fiore di Zagara, dal limone piccolo e finemente rigato.
Zona di Annalena
Proseguendo lungo il vialetto parallelo a via Romana si arriva all'ingresso su questa stessa via detto mwbc4di Annalena (dal nome dell'antico mwbc8convento di Annalena che qui si trovava), con un cancello vigilato da due leoni assopiti in pietra.
La prospettiva di questo ingresso è abbelita dalla Grotta di Adamo ed Eva (1817), costruita come una piccola esedra preceduta da due colonne che sostengono un architrave. L'interno è decorato da concrezioni spugnose e mosaici in ciottoli policromi, mentre il nome deriva dal gruppo scultoreo di mwbdiAdamo ed Eva di mwbdmMichelangelo Naccherino (1616 circa).
Sempre sullo stesso lato di via Romana, risalendo verso Palazzo Pitti, si incontra la Palazzina di Annalena, una piccola costruzione in stile neoclassico dell'architetto mwbduCacialli.
Palazzina della Meridiana
La mwbdwPalazzina della Meridiana, opera in stile neoclassico iniziata da mwbd0Gaspare Maria Paoletti sotto il mwbd4Granduca Pietro Leopoldo nel mwbd81778 e terminata da mwbeaPasquale Poccianti nel mwbee1822-mwbei1840, prende il nome dalla mwbemmeridiana che l'attraversava all'interno.
Vi si accede da Palazzo Pitti e conserva gli affreschi con mwbeuEpisodi dei mwbeyPromessi Sposi del pittore ottocentesco mwbecNicola Cianfanelli. Attualmente ospita la mwbegGalleria del Costume, ma alcuni anni fa ha ospitato anche la mwbekCollezione Contini-Bonacossi.
Nel Piazzale nel mwbes1935 venne rappresentata mwbewAlceste (Gluck) diretta da mwbe0Vittorio Gui con mwbe4Gina Cigna e mwbe8Benvenuto Franci per il secondo mwbfaMaggio Musicale Fiorentino.
Giardino del Conte
Adiacente alla Palazzina della Meridiana c'è il cosiddetto mwbfmGiardino del Conte, chiuso da una cancellata e schermato da una siepe di mwbfqleccio e d'mwbfualloro. Un bassorilievo a forma d'ananas sui pilastri della cancellata ricorda come qui si tenessero esperimenti botanici di insediamento di piante esotiche.
Da qui si vede bene anche l'antica Specola del mwbfcReale Museo di fisica e storia naturale.
Giardino degli ananassi
Il giardino degli ananassi è una parte del giardino così chiamata perché vi si coltivavano piante esotiche quali il caffè e appunto gli mwbggananas e che vide il massimo splendore nel XIX secolo, con mwbgkFilippo Parlatore. Il botanico volle farvi un erbario con fiori, frutti e semi di piante rare provenienti da tutte le parti del mondo. Oggi nel giardino è ospitata una ricca collezione di piante acquatiche, oltre a varietà di piante esotiche, in perfetta simbiosi con il paesaggio circostante.cite-ref-9[9]
Mostre
• Nel 2007 è stata allestita una mostra nella limonaia del giardino di Boboli che ha esposto pezzi archeologici, sculture, mosaici, affreschi, fontane e altri oggetti da giardinaggio per mostrare la storia dei giardini.
• mwbhiIl giardino contemporaneo di Marco Pozzoli è una mostra tenutasi nel 2013 in omaggio all'architetto per i suoi quarant'anni di professione.
• Nel 2015 il Museo del Giardino di Boboli e il mwbhqGiardino Bardini hanno dedicato una mostra, curata da Alberto Salvadori, alle opere scultoree di mwbhuLynn Chadwick.
Note
cite-note-alchimia-11. ↑ mwbiiPaola Maresca, mwbimmwbiqI Medici e il Giardino di Boboli: alchimia, simboli e segreti arcani, Angelo Pontecorboli editore, 2023.
cite-note-22. ↑ Domenico Filardi, mwbigL'orto de' Pitti, 2007, p. 17.
cite-note-33. ↑ mwbiwA.Nizzi Grifi (a cura di), mwbi0La fontana dei Mostaccini e gli antichi labirinti nel Giardino di Boboli, Livorno, Sillabe, 2006.
cite-note-44. ↑ mwbjeDaniela Lamberini, Maura Tamantini, mwbjiLe acque del Giardino di Boboli. Boboli arte e natura, vol.mwbjm 4, Livorno, Sillabe, 2013.
cite-note-55. ↑ mwbjcD. Cappa, M. Pettini (a cura di), mwbjgIl giardino delle camelie a Boboli, Livorno, Sillabe, 2008.
cite-note-66. ↑ mwbjwmwbj0mwbj4Tepidario Grande della Botanica Superiore, su mwbj8sbap-fi.beniculturali.it, Ministero dei Beni Culturali. mwbkaURL consultato il 5 gennaio 2017 mwbke(archiviato dall'mwbkiurl originale il 6 gennaio 2017).
cite-note-77. ↑ mwbkymwbkcmwbkguccellare¹ - Treccani, su mwbkkTreccani. mwbkoURL consultato il 4 febbraio 2024.
cite-note-88. ↑ mwbk4Gio. Pietro Olina, mwbk8Vccelliera, ouero, Discorso della natura, e proprieta di diuersi vccellimwbla : e in particolare di que' che cantano, con il modo di prendergli, conoscergli, alleuargli, e mantenerglimwble : e con le figure cauate dal vero, e diligentem[en]te intagliate in rame dal Tempesta, e dal Villamena, pp.mwbli 62-63.
cite-note-99. ↑ mwblyF. Volpi (a cura di), mwblcIl giardino degli ananassi di Boboli, Livorno, Sillabe, 2007.
Bibliografia
• mwblsMusei e gallerie di Firenze e del suo territorio, Apt, Firenze 1999.
• mwbl0Giardini di Toscana, a cura della Regione Toscana, Edifir, Firenze 2001.
• Luciano Artusi, mwbl8Tante le acque che scorrevano a Firenze, itinerario tra i giochi d'acqua delle decorative fontane fiorentine, Semper, Firenze 2005.
• mwbmeGuida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007.
• mwbmmDomenico Filardi, L'orto de' Pitti, Centro Di, 2007, ISBN 978-88-7038-456-7.
• mwbmyPaola Maresca, I Medici e il Giardino di Boboli: alchimia, simboli e segreti arcani, Angelo Pontecorboli editore, 2023, ISBN 9788833841786.
Voci correlate
• mwbmoGiardini di Firenze
• mwbmwGiardino all'italiana
• mwbm4Musei di Firenze
• mwbnaZenobio Bocchi
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Giardino di Boboli
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su uffizi.it.
• citerefbritannica-com(EN) Boboli Gardens, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Giardino di Boboli, su archINFORM.
• citerefculturaitaliaGiardino di Boboli, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico.